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Proposta di indagine statistica ai fini della riduzione della incidentalità stradale e della sensibilizzazione ad una guida più consapevole degli utenti della strada, avanzata, in data 28 giugno 2008, al Presidente dell’ACI Avv. Enrico Gelpi per le indagini statistiche condotte dall’ACI in collaborazione con l’Istituto Italiano di Statistica ISTAT proprio sulla incidentalità stradale in Italia.

di Fabio Bergamo, scrittore

 

Egregio Presidente Avv. E. Gelpi come si evince dai dati ISTAT sulla incidentalità stradale verificatasi nell’anno 2008 e pubblicati nel mese di novembre 2009 nella tabella “Incidenti e persone infortunate secondo la natura del sinistro” (pag. 10 del documento) destano, per me, particolare attenzione e preoccupazione le cifre della incidentalità di tipo frontale (scontro tra due veicoli che viaggiano l’uno rispetto all’altro in direzione opposta di marcia), frontale-laterale (scontro tra due veicoli in cui uno di essi colpisce con la parte anteriore la parte laterale dell’altro) e scontro laterale (scontro tra due veicoli in cui rimangono colpite le fiancate con le portiere di entrambi) che causano ben 2229 morti su un totale di 2238 negli incidenti tra veicoli, all’interno del numero di 4731 vittime registrate nel corso dell’anno esaminato nella totalità delle varie nature di sinistro.

Tali dati mi inducono personalmente, perché impegnato da scrittore come Lei sa, anche sul problema della educazione alla sicurezza stradale, a proporre all’ACI e di conseguenza all’ISTAT di effettuare un’indagine statistica specifica in base alla quale vengano ricavati i seguenti dati:

«Nella tipologia della natura degli incidenti segnalati (scontri frontali, frontali-laterali e laterali) è importante conoscere quanti dei patentati che hanno causato tali incidenti erano, prima del sinistro, in possesso della patente A ed avevano dunque un passato di conducenti di motocicli e ciclomotori».

In base ai dati rilevati l’ACI potrà così intervenire con proposte adeguate preventive (per es. educazione stradale mirata per i futuri conducenti di ciclomotori e motocicli) e repressive (inasprimento delle sanzioni previste dal codice della strada per i responsabili) da presentare alle Istituzioni competenti affinché venga ridotta sensibilmente tale tipo di incidentalità grave per le cifre appena ricordate.    

In attesa dunque di avere i dati, da produrre possibilmente nella prossima indagine annuale, appunto per sapere se tale incidentalità è dovuta nella maggioranza dei casi a conducenti di autoveicoli con un passato da guidatori di ciclomotori/motocicli o da semplici conducenti con patente B o superiore, su cui poi ragionare ed intervenire in maniera puntuale, Le invio i miei più cordiali saluti.

Fabio Bergamo, scrittore
www.fabiobergamo.it

La presente proposta è inviata in data: lunedì 28 giugno 2010