Fabio Bergamo - Scrittore etico

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    Libro Messia

MESSIA: il libro “Messia” è una ricerca sulla vita di Gesù, in esso sono riportate alcune pagine di importanti vangeli apocrifi ed in più è dedicato al Papa e ai ventisette piccoli e la maestra scomparsi nel crollo della scuola elementare di San Giuliano di Puglia in Molise nel 2002.
L’elaborato contiene riflessioni filosofiche, teologiche, ecc, nonché definizioni importanti relative a concetti filosofici per la comprensione dell’Essere. Il ricavato nella sua interezza va alla Caritas per la sicurezza scolastica.

Immagine di copertina: “Icona della Crocifissione della Santissima Trinità”, 2001, opera di Mario Bergamo

Introduzione a Messia

Elaborare una biografia di Gesù è un compito problematico per non dire per certi versi, in concreto, impossibile. Chi era Gesù non possiamo affermarlo con certezza. Le uniche testimonianze certe sono i quattro Vangeli che riportano fatti ed avvenimenti prodigiosi, della sua vita, che Gesù ha messo in atto per farsi riconoscere come Figlio di Dio ed anch'essi non bastano comunque a dire tutto di Lui per la limitata interpretabilità nostra, in loro merito. Anche un’identificazione della sua persona fisica non è tanto chiara e certa; attraverso, infatti, la “Sacra Sindone” possiamo solamente intravedere dei tratti della figura fisionomica del viso e stessa cosa accade per le altre parti del corpo aderenti al tessuto stesso del lenzuolo. 
I testi che parlano della sua esistenza sono comunque tanti ed escono anche dalla numerosa testimonianza credente scritta. Dunque, una cosa è certa: “Gesù è esistito nel mondo di questa storia”. Nel corso della storia della cristologia si è giunti nel XX secolo per via protestante alla duplice diramazione filosofica del Cristo storico e del Gesù della fede o come si suol dire del “Cristo storico” e del “Cristo metastorico”, affinché, si raggiungesse una visione più autentica di Lui come vivente nella storia. Si è giunti, alla conclusione della speculazione, quest’ultima partente anche dalla visione immanentistica del modernismo, (corrente filosofica condannata espressamente da papa Pio X nell’enciclica “Pascendi”), com'era giusto che fosse, al di là proprio di qualsiasi teorizzazione, che un Cristo storico non può essere separato da un Cristo della fede. Il teologo protestante E. Kasermann dice, liberamente nel suo scritto, del 1953, “Il problema del Cristo storico”: “Vi sono dei brani della tradizione sinottica che lo storico deve riconoscere semplicemente come autentici se vuole restare storico”.
E’ chiaro che anch’io sono di questo parere visto il mio vivo sentimento di fede in Cristo. Ma desidero aggiungere qualcosa d’estremamente interessante. Innanzitutto Gesù Cristo rovescia l’idea stessa della storia e della scienza storiografica. In Gesù è la Fede ad innestarsi nella storia e non il contrario e solo attraverso essa possiamo interpretarne gli avvenimenti, nella loro profonda valenza teleologica, la stessa cosa, espressa per paragone parallelo, accade anche nella scienza fisica e la storia dello sviluppo della fisica, (immaginiamo la fisica moderna), ce lo insegna.
Un’interpretazione storica di Lui deve adagiarsi su un piano fideistico, su un piano ideale dunque. Gesù Cristo non è un uomo semplicemente, è un’idea. E’ l’idea per antonomasia. Possiamo definirlo, ancora, con mia riflessione, “evento-avvento”. Egli è “evento storico” e nel contempo “avvento metastorico” che si realizza nel tempo dell’umanità universale.
Lui vive in noi e la sua storia è la storia del Cristianesimo intero, nelle sue sfaccettature, nel corso del suo sviluppo escatologico nel mondo, attraverso ogni singolo credente che vive la sua storica e temporale vicenda esistenziale guidata proprio dall’idea della fede.
Come conoscere, dunque, questo Gesù storico? La risposta è più semplice di quanto si pensi, eppure, pochi riescono a darla e fuorviante sarebbe ogni intellettualismo in merito. La strada per la sua conoscenza è, non la “ricerca della verità” su di Lui, ma, Lui nella “verità della ricerca”. Gesù è l’idea da cui si diparte la verità della ricerca sull’uomo. Lui è la nostra verità e non la sua. Egli è l’anàmnesi nostra e cioè la rievocazione della nostra vita e non della sua. Ma cosa in noi Gesù vuole rievocare?
Gesù è rievocazione del principio sancito dal teologo africano Tertulliano come “Anima naturaliter christiana”. In altre parole, Egli si fa strumento, incarnandosi, per riportare alla luce quel che c’è di originario nell’uomo: la sentita, immanente consapevolezza dell’esistenza di Dio e la presenza innata della legge morale naturale/universale che lo rendono autopartecipe di Dio stesso.   
Questo racconto di Gesù, dunque, non potrà esimersi di tenere conto di alcuni riferimenti che vanno ben oltre i Vangeli, ma prenderà spunto anche da scritti extra-evangelici ed in più prenderà nota, naturalmente in compendio, di alcuni eventi cristici che sono esposti nel “dettato soprannaturale” del Vangelo della veggente Maria Valtorta, (Caserta 1897 - Viareggio 1961), vissuta in Italia a Viareggio nella prima metà del ventesimo secolo, noto, ancora oggi, veramente a pochissimi credenti e studiosi ricercatori ed osteggiato nel 1949 dalla Santa Romana Chiesa per opera del Sant’Uffizio e reso pubblico solamente nel 1992, dopo che Monsignor Tettamanzi, oggi cardinale di Milano, ha ordinato all’editore dell’opera di chiarire che per visioni e dettati della scrittrice non si ammettessero dei veri eventi soprannaturali, ma, delle semplici interpretazioni personali della vita di Gesù. Mi chiedo chi più di Maria Valtorta potrebbe affermare se quello che è riportato nel suo racconto non fosse realmente frutto d'ispirazione divina? A questo punto si tornerebbe al dilemma del dibattito ormai superato del Gesù storico e metastorico.
“Assicuro sulla mia coscienza che quanto scrivo, perché lo vedo e lo odo, lo scrivo mentre lo vedo e lo odo”, queste le parole di Maria riportate nel suo testo. Dunque, al fedele sincero, le conclusioni. 
Così, quale storico sarebbe in grado di scrivere una biografia di Gesù? Ecco questa domanda, non può trovar risposta, poiché, non può essere a priori formulata.
Partendo da quest’insieme di presupposti cercherò così di tracciare una mia storia di Gesù, non propriamente romanzata ma basata sulla riflessione filosofica - tanto è vero che estrarrò dal vangelo di Valtorta solo i capitoli o i paragrafi che hanno un’importanza rilevante sul piano filosofico o teologico - affinché si dia una maggiore e più chiara identificazione della Sua personalità, funzione del Suo messaggio, che ha segnato la storia dell’umanità da ormai duemila anni e che tanto la segnerà ancora nell’avvenire al di là proprio del tempo, di questo tempo, che nella sua caratteristica doppiezza del bene e del male soltanto a questo tipo di mondo appartiene. Aggiungo che questo libro è stato scritto da me “in fieri”, cioè nel divenire del mio pensiero. Infatti, non ho letto integralmente il vangelo di Valtorta prima di scrivere il mio testo su Gesù,  ma, man mano, nel corso della lettura dei vari capitoli ho sempre anticipato ciò che poi ho ritrovato nei ragionamenti di Gesù riguardanti la speculazione sull’uomo e la conoscenza di Dio e quindi la comprensione dell’Essere. Con questo sistema di ricerca ho potuto appurare le capacità relative al mio pensiero profetico, confermando, così, ciò che ho detto poc’anzi, ossia, che avviare una “ricerca” sulla vita di Gesù significa effettuare la “scoperta” della genuina esistenza di sé.    
A questo punto prima di incamminarci nella lettura di questo libro che ci dice qualcosa in più di interessante riguardo alla vita di Gesù, in virtù, anche, del confronto della sua parola con l’attuale realtà dell’Essere, in un mondo che sta vivendo, dal crollo del comunismo ad oggi, nei suoi globalizzanti e, dunque, massificanti aspetti, una non sempre chiara evoluzione eticamente accettabile, è d’obbligo partire con questo interrogativo filosofico: “Gesù Cristo era Figlio dell’Uomo o era figlio di Dio? Se era Figlio di Dio chi era, dunque, l’uomo che diceva Egli di essere? E se era, Lui, figlio dell’Uomo, chi era, allora, quel Dio in cui credeva e di cui diceva esserne il Figlio?

Fabio Bergamo