Fabio Bergamo - Scrittore etico

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Dal Progetto letterario: “Guido con filosofia” dello scrittore Fabio Bergamo
Argomento: Educazione alla sicurezza stradale
Destinatari: Autoscuole e Scuole Italiane, utenti in generale
Disciplinare di elaborazione “no copy and paste” (no copia e incolla)
Divulgazione: Gratuita

Obiettivo: l’umanità sta a chi forma come la responsabilità sta a chi guida!

 

Incidenti stradali
“Sulle strade il macabro sorpassa il tragico.....e vince!”

Il macabro non si registra solo nei film horror (horror movies) o nella narrativa di genere (facendo anche il pieno di vendite al botteghino o di copie nelle librerie) ma anche sulla strada in un giorno qualsiasi, mentre ci si sposta, con una auto presa a noleggio, in compagnia degli amici durante una normale e spensierata vacanza estiva (nel nostro caso in Sud America).
Di fronte a fatti del genere, come a tanti già accaduti, pensiamo solamente all’autobus precipitato il 28 luglio 2013 da un viadotto della A16 nella zona di Avellino (ITALIA), dove sono morte ben 40 persone (anziani, uomini, donne e bambini) nel semplice ritorno da un pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo presso il Santuario di San Pio da Pietrelcina, è disumano chiedersi di chi sia la diretta responsabilità del sinistro (perché possiamo tranquillamente presumere che nessuno dei responsabili – il conducente dell’autobus ed il conducente dell’auto – avesse intenzione di uccidere volontariamente).
Le vittime, sulle quali potrebbe anche essere ricaduta la colpa esclusiva del sinistro, non volevano certo morire così; e che la causa sia stata la velocità, l'inesperienza o la distrazione di uno o più dei conducenti dei veicoli coinvolti, o un guasto meccanico, ecc…., poco importa, vista la sconvolgente gravità dell’incidente (mai confondere il rapporto causa-effetto in un sinistro stradale mortale come succede troppo spesso e se ciò è avvenuto e continua ad avvenire è perché si ha una idea sbagliata del tempo come più volte ho denunciato mediante le mie proposte).

Quel che più di tutto conta è chiedersi se di fronte ai problemi ed ai rischi della strada di oggi, che giungono a causare tali lugubri e diabolici eventi (più che semplici lutti che possono definirsi semplicemente incidenti) che superano di gran lunga la fantasia immaginativa umana di uno scrittore o uno sceneggiatore (o la stessa mente malata e criminale di un assassino seriale), si sia fatto e si stia facendo tutto il possibile per evitare il loro doloroso perpetuarsi nel tempo, alla luce dei limiti fisici e psichici dell’uomo alla guida che non può avere, giustamente, tutto sotto controllo e tanto meno può affidarsi sic et simpliciter all’elettronica delle auto sempre più intelligenti che arriveranno presto a circolare da sole e che quindi vinceranno e domineranno totalmente l’uomo che le ha create col suo ingegno, proprio come già avevo preconizzato nel mio scritto “Fenomenologia del pedone (noi moriremo ancora come già è successo e succede a causa delle auto, ed esse continueranno a circolare per le strade e le autostrade del mondo senza di noi, facendo a meno del conducente e più in là anche dei passeggeri).
Ma da questa abominevole e preannunciata fine, che supera ormai in numero di vittime anche la guerra, l’uomo potrà salvarsi? La mia risposta è si, ma solo se acquisirà quella sua intelligenza/volontà tutta peculiare che ancora non ha o che non vuole adottare (per pigrizia o cattiveria e per l’uso del denaro non a fin di bene ma per perpetuare il male), la quale va ben oltre la conoscenza professionale fine a se stessa, e a quanto pare ormai effimera, in particolare nel campo della educazione nelle scuole, ed in special modo per il ramo stradale nelle autoscuole; i soliti rilievi delle forze dell’ordine vanno fatti nella testa delle persone più che sulla scena del sinistro perché i morti non ritornano in vita (mentre le auto sì, per replicazione industriale) ed a morire non è solo chi guida che dunque andava e va formato al 100%, prima di passare ad avere il volante tra le mani, ma in molti casi, interi nuclei familiari che sono solo dei semplici passeggeri trasportati; in altre parole se non è giusto che muoia chi è alla guida figuriamoci chi non lo è, e che non ha alcuna colpa nell’aver provocato il sinistro subendolo solamente. Capite bene a questo punto anche ciò che io definisco la GRANDE TRUFFA della RC Auto, targata 1969, che più che essere una difesa, un freno per controllare i sinistri attraverso il bonus-malus e l’aumento del premio, è una copertura, un vero e proprio alibi per il fenomeno della incidentalità a danno della vita umana; ma della RC Auto ne parlerò in seguito a mia maniera come ho già fatto con le altre mie proposte dotate di razionalità e originalità).

Io penso di no ed il mio personale impegno ormai noto a tutti lo conferma.

Le foto che vedete nello specifico reportage fotografico, (galleria alla fine dell’articolo) che non avrei mai voluto mostrare - ma che farlo, a questo punto, è doveroso per scuotere le coscienze dei giovani come di chi li prepara e forma come conducenti, segnalatemi da un amico, (che ringrazio per avermele fornite avendo visto il mio impegno sul problema) - non le vedrete mai sulle pagine dei giornali ed in TV e tanto meno nelle scuole e nelle autoscuole dove l’educazione stradale è fatta come si suol dire, all’acqua di rose cioè in maniera insulsa. Dei problemi, nella loro più raccapricciante gravità, meno se ne parla e meglio è. Dal punto di vista umano-educativo e quindi sociale, il sistema politico ed economico in atto prevede per la sua persistenza ed il suo funzionamento, tale processo sociologico che io ho giustamente definito essere la Trafila di Mammona che porta, da anni, la morte della gente sulle strade e il denaro nelle tasche dei responsabili:

il Tempo → la Fretta → la Stupidità → il Denaro

Lo scaricabarile (paragonabile all’omertà delle famigerate organizzazioni criminali) è una tecnica tutta italiana che lascia agli ultimi ed a quelli che hanno sofferto, la responsabilità di combattere il problema ormai ingigantito e dunque veramente difficile e complicato da risolvere. Non è un caso che io definisca l’incidentalità come il “cancro della circolazione stradale” che in tutto il mondo uccide più di altre malattie, infettive e non, messe insieme, paragonando altresì il mio sforzo nel suo significato educativo per i ragazzi,  alle 12 Fatiche di Ercole.

 

 

 

 

 

 

La carneficina sulle strade, imperterrita continua, sotto gli occhi di tutti.

 

Le immagini sono consigliate solo a chi ha uno stomaco forte in quanto, specie per chi è conducente, rimarranno impresse nella memoria per un po’ di tempo. Non tutte le vittime sono morte sul colpo; esse hanno sicuramente avuto, per qualche istante ancora, ossigeno nel cervello per capire cosa fosse successo fisicamente alla loro persona, ai loro corpi. Il lettore è anche consapevole che in Italia come in altri paesi la pena di morte non è ammessa al pari delle torture, ecc…., e le immagini della galleria non lasciano certo spazio a commenti e parole (lugubre silenzio o silenzio della morte).

Naturalmente, dopo aver visto le foto, invito a consultare le pagine relative alle mie numerose proposte sulla sicurezza www.fabiobergamo.it che ho elaborato da solo senza alcuna collaborazione o partecipazione esterna di altri al mio progetto letterario “Guido con filosofia”, già nelle mani del Ministero dei Trasporti (Ing. Dondolini e Ing. Mazziotta che ringrazio infinitamente) ed apprezzate anche da ASAPS (Dr. Giordano Biserni), AIFVS (Presidente Dr.ssa Giuseppa Cassaniti e staff tecnico), tecnici ed esperti oltre che da utenti comuni e Chiesa cattolica (lavoro svolto fino ad oggi gratuitamente per testimoniare agli interlocutori più importanti la mia buona volontà ed il mio rispetto per le vittime e per chi ancora è a rischio sulle strade).

Al lettore le personali conclusioni sull’operato degli altri in favore della riduzione degli incidenti e delle vittime della strada, specie tra giovani come in foto, nel quadro dell’obiettivo europeo 2011-2020 e mi riferisco principalmente ai politici, ai mass media per la corretta e puntuale informazione, le compagnie belle di assicurazioni, alle scuole e le autoscuole, alle varie combriccole, ecc…., che sul problema si riempiono la bocca da anni e anni (e non solo la bocca …).

Sulla base dell’etica della reciprocità, principio morale antichissimo, (concepito già dai saggi in Oriente ed in Grecia oltre 2500 anni fa) nessuno vorrebbe finire così mentre sta alla guida della propria autovettura; ma per evitare che non gli accada, cosa elabora o attua di buono e di concreto affinché non avvenga agli altri?

Fabio Bergamo

Le immagini presenti nella galleria fotografica per i giovani a rischio e le loro famiglie, sono a forte impatto emotivo; se ne sconsiglia la visione ai bambini ed alle persone particolarmente recettive.

 

ATTENZIONE!  IMMAGINI AD ALTO IMPATTO EMOTIVO
Mostreranno le autoscuole ai loro iscritti queste foto?

 Galleria foto incidende stradale

 

Chi voleva che tutto ciò si consumasse sulle strade, c’è riuscito in pieno dimenticando però solo una cosa, che nei disegni di Dio è previsto che al bene spetti sempre la rivincita.   

Chi forma o educa, giudica quanto un giudice di tribunale!
Non lo dimentichiamo mai.

Senza umanità in chi forma, dal politico all’insegnante, dal vigile all’assicuratore, dall’avvocato al magistrato, dal giornalista al conduttore televisivo, dall'amico al genitore, nessun conducente sarà responsabile alla guida.

 

Fabio Bergamo
www.fabiobergamo.it
lunedì 7 ottobre 2013