Fabio Bergamo - Scrittore etico

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PRIVIA STOP
Preavviso di Stop anteriore al transito

Il Privia Stop, luce blu di preavviso di stop anteriore al transito, inserito in posizione centrale nel paraurti o nella calandra, si illumina in frenata costante una volta superata la velocità limite nei centri urbani (50 Km/h) per presegnalare il rallentamento a distanza, del veicolo che il pedone si trova ad incrociare per attraversare la strada, ciò per garantire un attraversamento sicuro (fuori o dentro le strisce zebrate), alla luce della velocizzazione del traffico dovuta alla diffusione di autoveicoli sempre più potenti anche tra le automobili utilitarie e le citycar. 
Non si illumina però schiacciando il freno ad intermittenza onde evitare un uso improprio di esso inducendo l’osservatore ad una cattiva interpretazione della sua funzione/utilità.
Esso, per la sua funzione di presegnalazione (come già per gli indicatori di direzione, le luci retromarcia, le luci di arresto posteriori, ecc...) risulta ancorpiù indispensabile in situazioni critiche di circolazione veicolare per motivi di traffico intenso o per cattivo stato temporaneo o strutturale della strada oppure quando di notte l’illuminazione stradale urbana è insufficiente e quando ci sono condizioni climatiche avverse, tali da ridurre la visibilità utile ai conducenti mettendo a grande repentaglio la vita degli utenti deboli (pedoni, velocipedi, ciclomotori, motocicli, ecc...) ed ancora in tante altre situazioni dove è necessario conoscere tempestivamente cioè a debita distanza ed in tempo utile, le intenzioni dei veicoli che procedono in direzione opposta o trasversale al senso di marcia dell’utente-osservatore.

Fabio Bergamo
www.fabiobergamo.it

 
 

Modalità di funzionamento del Privia Stop

La luce blu centrale del Privia Stop si illumina in frenata una volta raggiunta, in fase di rallentamento, la velocità di 60 o 50 Km/h e rimane illuminata, in frenata costante, fino all’arresto del veicolo, se il conducente tornasse a frenare nella stessa manovra di rallentamento, dopo aver tolto il piede dal freno, esso non si accenderebbe più.

Infatti, nel caso in cui il conducente togliesse il piede dal freno e accelerasse il Privia Stop si accenderebbe solo in una successiva frenata ma solamente dopo il significativo superamento del limite di velocità consentito nei centri urbani onde evitare un cattivo uso di esso da parte dell’utente osservatore (conducente del veicolo o utente debole).

Lasciando dunque il freno e accelerando nuovamente, la luce del Privia Stop si riaccenderà in frenata quando la velocità sarà tornata a 60/50 Km/h ma solo dopo che il veicolo avrà superato, in maniera rilevante e non trascurabile il limite stesso, per esempio avendo raggiunto precedentemente la velocità di 70-80 km/h, ecc. (tale limite superiore è regolato sulla velocità media massima, tenuta nei centri urbani, superiore dunque al limite di 50 km/h, che può essere appunto 70/80 km/h, ecc.).

Questo intervallo, utile alla riattivazione del dispositivo serve ad evitare la funzione intermittente di esso che confonderebbe il pedone, e anche per garantire una certa regolarità nella guida dei veicoli da parte dei conducenti (si veda da qui, anche il miglioramento del mantenimento della distanza di sicurezza tra veicoli) tutto a vantaggio della educazione/sicurezza di tutti gli utenti della strada in generale.

Il pedone (il ciclista, ecc.) vedendo a debita distanza la luce blu accesa attraverserà la strada in modo anticipato e non all’ultimo momento, (di fretta e quindi auto-ignorandosi come utente attraversando la strada senza farsi vedere volontariamente dal conducente) come ora avviene aspettando di essere visto/ignorato perché non considerato dal conducente.

In conclusione l’utilizzo del Privia Stop fa sì che la regolarità del traffico non sia interrotta in quanto il pedone sarà salvo sia fisicamente e sia come utente considerato, e nel contempo il traffico dei veicoli a motore sarà più scorrevole e sicuro anche perché il pedone trovandosi ad essere conducente sarà finalmente consapevole, per autoeducazione, della sua acquisita responsabilità/sicurezza di utente debole. 

Fabio Bergamo
www.fabiobergamo.it