Modalità di funzionamento del Privia Stop
La luce blu centrale del Privia Stop si illumina in frenata una volta raggiunta, in fase di rallentamento, la velocità di 60 o 50 Km/h e rimane illuminato, in frenata costante, fino all’arresto del veicolo, se il conducente tornasse a frenare nella stessa manovra di rallentamento, dopo aver tolto il piede dal freno, esso non si accenderebbe più.
Infatti, nel caso in cui il conducente togliesse il piede dal freno e accelerasse il Privia Stop si accenderebbe solo in una successiva frenata ma solamente dopo il significativo superamento del limite di velocità consentito nei centri urbani onde evitare un cattivo uso di esso da parte dell’utente osservatore (conducente del veicolo o utente debole).
Lasciando dunque il freno e accelerando nuovamente, la luce del Privia Stop si riaccenderà in frenata quando la velocità sarà tornata a 60/50 Km/h ma solo dopo che il veicolo avrà superato, in maniera rilevante e non trascurabile il limite stesso, per esempio avendo raggiunto precedentemente la velocità di 70-80 km/h, ecc. (tale limite superiore è regolato sulla velocità media massima, tenuta nei centri urbani, superiore dunque al limite di 50 km/h, che può essere 70/80 km/h, ecc.).
Questo intervallo, utile alla riattivazione del dispositivo serve ad evitare la funzione intermittente di esso che confonderebbe il pedone, e anche per garantire una certa regolarità nella guida dei veicoli da parte dei conducenti (si veda da qui il miglioramento del mantenimento della distanza di sicurezza tra veicoli) tutto a vantaggio della educazione/sicurezza di tutti gli utenti della strada in generale.
Il pedone (il ciclista, ecc.) vedendo a debita distanza la luce blu accesa attraverserà la strada in modo anticipato e non all’ultimo momento, (di fretta e quindi auto-ignorandosi come utente attraversando la strada senza farsi vedere volontariamente dal conducente) come ora avviene aspettando di essere visto/ignorato perché non considerato dal conducente.
In conclusione l’utilizzo del Privia Stop fa sì che la regolarità del traffico non sia interrotta in quanto il pedone sarà salvo sia fisicamente e sia come utente considerato, e nel contempo il traffico dei veicoli a motore sarà più scorrevole e sicuro anche perché il pedone trovandosi ad essere conducente sarà finalmente consapevole, per autoeducazione, della sua acquisita responsabilità/sicurezza di utente debole.
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